«Il Regime Fascista è un regime di giustizia, e, come premia quelli che lavorano, disprezza i parassiti e castiga i malvagi.»

Benito Mussolini

giovedì 13 aprile 2017

21 Marzo 1919 Milano - PIAZZA S. SEPOLCRO
Un gruppo di Fascisti si riunisce per  preparare l'assemblea dei  
"FASCI ITALIANI DI COMBATTIMENTO"  del 23 Marzo 1919

IL "POPOLO D' ITALIA" DEL 23 MARZO 1919
Il termine Sansepolcrismo è utilizzato per riferirsi al fascismo cosiddetto "delle origini", ossia quello ispirato ai principi enunciati da Benito Mussolini il 23 marzo 1919 all'atto di fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento durante l'adunata di piazza San Sepolcro a Milano e poi pubblicati su "Il Popolo d'Italia" il 6 giugno 1919.
Il 2 marzo 1919 apparve su Il Popolo d'Italia un comunicato in cui si indiceva una riunione programmatica per il 23 dello stesso mese e le prime adesioni giunsero già il 4 marzo da Genova da parte del Fascio dei Reduci di guerra "Italia Redenta" e del circolo "Pensiero e Azione". In seguito da parte di diverse associazioni combattentistiche sparse in tutta Italia e circa 500 adesioni a titolo individuale. Il comunicato fu rinnovato il successivo 9 marzo sul Popolo d'Italia: "Il 23 marzo sarà creato l'"antipartito" sorgeranno cioè i Fasci di Combattimento, che faranno fronte contro due pericoli: quello misoneista di destra e quello distruttivo di sinistra".
La sera del 21 marzo 1919, nei locali dell'Associazione Commercianti ed Esercenti, in Piazza San Sepolcro fu ufficialmente fondato il Fascio di Combattimento di Milano, il cosiddetto "Fascio primigenio". Al termine della prima riunione fu formata la Giunta del Fascio di Combattimento milanese composta da: Benito Mussolini, Ferruccio Vecchi, Enzo Ferrari, Michele Bianchi,Mario Giampaoli, Ferruccio Ferradini, e Carlo Meraviglia. Si stabilì inoltre che l'adunata del 23 sarebbe stata presieduta dal capitano degli arditi Ferruccio Vecchi e segretario della giunta esecutiva fu nominato Michele Bianchi.
Nei giorni precedenti si susseguirono voci che imputavano alle Guardie rosse l'intenzione di impedire il l'adunata e la sera precedente iniziarono a confluire parte dei convenuti a Milano, quasi tutti ex combattenti, ma il mattino del 23 marzo 1919 piazza San Sepolcro fu trovata tranquilla da Giampaoli e Meraviglia che erano espressamente arrivati in anticipo per vagliare la situazione.
La riunione del 23 marzo, inizialmente destinata a svolgersi al Teatro Dal Verme, vista la minor partecipazione di quanto ci si aspettasse, si tenne nella sala riunioni del Circolo dell'Alleanza Industriale in piazza San Sepolcro a Milano messa a disposizione dal presidente dell'Alleanza Industriale, l’interventista Cesare Goldmann ,che aveva già finanziato il Popolo d’Italia e prese parte al convegno. Il primo a prendere la parola fu Ferruccio Vecchi, in qualità di presidente dell'assemblea, che aprì la riunione seguito dal tenente Enzo Agnelli che porse i saluti del Fascio di Milano fondato appena due giorni prima.
Il primo intervento programmatico fu di Mussolini che espose a grandi linee in tre punti fondanti del nuovo movimento che furono riassunti il giorno seguente su Il Popolo d'Italia:
« I. L'adunata del 23 marzo rivolge il suo primo saluto e il suo memore e reverente pensiero ai figli d'Italia che sono caduti per la grandezza della Patria e per la libertà del Mondo, ai mutilati e invalidi, a tutti i combattenti, agli ex prigionieri che compirono il loro dovere, e si dichiara pronta a sostenere energicamente le rivendicazioni d'ordine materiale e morale che saran propugnate dalle associazioni dei combattenti
II. L'adunata del 23 marzo dichiara di opporsi all'imperialismo degli altri popoli a danno dell'Italia e all'eventuale imperialismo italiano a danno di altri popoli; accetta il postulato supremo della Società delle Nazioni e presuppone l'integrazione di ognuna di esse, integrazione che per quanto riguarda l'Italia deve realizzarsi sulle Alpi e sull'Adriatico colla rivendicazione e annessione di Fiume e della Dalmazia III. L'adunata del 23 marzo impegna i fascisti a sabotare con tutti i mezzi le candidature dei neutralisti di tutti i partiti »
(Dal Il Popolo d'Italia del 24 marzo 1919)

Milano 1919 
Mussolini circondato da Arditi nel covo n.1 di via Cervia.



Dopo Mussolini intervenne Filippo Tommaso Marinetti che invitò gli intervenuti a contrastare il Partito socialista che accusò di sferrare un assalto alla Nazione sfruttando "la necessità di maggior giustizia sociale" delle folle operaie". Seguì un breve intervento di Mario Carli che portò l'adesione di alcuni Fasci futuristi come quello di Roma, Firenze, Perugia e Taranto. Le linee guida di Mussolini, messe ai voti, furono approvate all'unanimità dall'assemblea.
 L'assemblea fu sospesa per riprendere i lavori nel pomeriggio. Celso Morisi presentò un ordine del giorno, approvato per acclamazione, a favore degli operai della Dalmine e di Pavia che pur essendo entrati in sciopero e avendo occupato le fabbriche avevano continuato ugualmente a lavorare. Seguirono poi gli interventi di Malusardi e di Giovanni Capodivacca che richiese "di dare un contenuto esatto all'azione fascista" e in particolare di "fare propri i problemi urgenti dell'assistenza ai danneggiati della guerra". L'intervento di Capodivacca provocò ulteriori precisazioni di Mussolini che prese nuovamente la parola gettando le basi del Corporativismo e anticipando la costituzione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

« L'attuale rappresentanza politica non ci può bastare; vogliamo una Rappresentanza diretta dei singoli interessi, perché io come cittadino, posso votare secondo le mie idee, come professionista devo poter votare secondo le mie caratteristiche professionali. Si potrebbe dire contro questo programma che si ritorna alle corporazioni, non importa. Si tratta di costituire dei Consigli di categoria che integrino la rappresentanza sinceramente politica. »
(Dal discorso del 23 marzo 1919)

Intervennero numerosi altri convenuti tra cui Luigi Razza e Giovanni Marinelli. Michele Bianchi fece l'unico intervento in parte critico della giornata sottolineando che "Tutto ciò che la società attuale contiene di ostacoli per il mantenimento sociale sarà da eliminarsi. Perfettamente d'accordo. Soltanto che, prima ancora dell'eliminazione, dovremo creare l'organismo, il sistema, l'ingranaggio da mettere al posto di quello di cui intendiamo disfarci".
Fin dai propositi dichiarati da Mussolini si vede l'obiettivo di creare la "terza via" tra i due opposti poli al di sopra delle divergenti opinioni dei partiti e sviluppandosi nell'ambito delle teorie moderniste sull'Uomo nuovo:
« Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente »
Lo storico Emilio Gentile evidenzia come la stessa espressione "movimento fascista", espressione già utilizzata nel 1915 su Il Popolo d'Italia definisca "un'associazione di tipo nuovo, l'antipartito, formato da spiriti liberi di militanti politici che rifiutavano i vincoli dottrinari e organizzativi di un partito". Il movimento fascista di Mussolini propugnava una rivoluzione nazionale che portasse al governo della nazione una nuova classe dirigente formata principalmente dai "combattenti" della Grande guerra delusi dalla "Vittoria mutilata" presenti in maniera trasversale in tutti i partiti. Accanto a rivendicazioni radicali come il repubblicanesimo, l'antiparlamentarismo e l'anticlericalismo che volevano scavalcare a sinistra
il Partito socialista, obiettivo immediato dei fasci di combattimento erano le rivendicazioni irredentiste di Fiume e della Dalmazia e la contrapposizione, anche violenta, ai socialisti e in generale al bolscevismo che si erano posti alla guida degli scioperi e delle agitazioni operaie, spesso violente degli anni 1919-1920, periodo noto come biennio rosso che toccò buona parte dell'Europa. Contrapposizione che diede vita al fenomeno dello squadrismo.
Destinatari del messaggio fascista furono in primo luogo ricercati nella sinistra, la quale lungi dal voler sovvertire lo Stato, portasse le proprie istanze e lo "socializzasse" dall'interno. I Fasci di Combattimento sarebbero serviti a legare alcuni di questi mondi non omogenei come gli interventisti di sinistra, i futuristi, gli ex arditi, i repubblicani e i sindacalisti rivoluzionari La maggior parte degli arditi si schierò con il fascismo fin dall'inizio, infatti a presiedere l'assemblea vi era il capitano degli arditi Ferruccio Vecchi il quale come molti capi fascisti proveniva dall'arditismo (Giuseppe Bottai e Mario Carli).
Il 6 giugno 1919 fu pubblicato sul Popolo d'Italia il Manifesto dei Fasci Italiani di Combattimento alla cui stesura aveva collaborato attivamente Alceste De Ambris . Qui vengono avanzate numerose proposte di riforma politica e sociale in senso progressista, solo parte delle quali vennero realizzate durante il periodo del fascismo regime (1922-1943), e che pur riprese successivamente durante la Repubblica Sociale Italiana come la socializzazione delle imprese e dei mezzi di produzione rimasero sostanzialmente inapplicate a causa degli eventi bellici. Il programma di sansepolcro si caratterizzò per le tematiche principalmente sindacaliste (UIL), questo per l'apporto di Alceste De Ambris e Mussolini e in parte ricavato dal manifesto del Partito Politico Futurista. Nel 1936 il Partito Comunista d'Italia tentando di recuperare i "fratelli in camicia nera" si dichiarò disposto a farlo proprio.
Assieme a Mussolini si trovano riunite dalle cento alle trecento persone tra cui Italo Balbo, Emilio De Bono, Michele Bianchi e Cesare Maria De Vecchi, futuri protagonisti della Marcia su Roma; Manlio Morgagni, futuro presidente-direttore generale dell'Agenzia Stefani e personaggi di diversa formazione ed esperienza culturale e politica di cui i nuclei più compatti erano formati da reduci della Grande Guerra, Arditi e Futuristi  cui si aggiungevano poi nazionalisti, sindacalisti rivoluzionari, anarchici e repubblicani. Secondo un rapporto della polizia non furono più di trecento coloro che risposero all'appello di Mussolini, intervenendo di persona all'adunata. Ma in seguito, quando Mussolini divenne Capo dello Stato, migliaia di persone rivendicarono l'onore di aver partecipato a quella riunione fondativa del fascismo e ottennero, in qualche modo, un riconoscimento ufficiale. Secondo Mussolini la riunione non colse i successi sperati, d'altronde nei mesi successivi i Fasci, con l'eccezione di Milano, pur avendo aperto sezioni in diverse città non si ottennero massicce adesioni e alle elezioni politiche italiane del 1919 andarono incontro a una dura sconfitta.

Manifesto dei Fasci Italiani di Combattimento pubblicato su "Il Popolo d'Italia" del 6 Giugno 1919

Elenco ufficiale dei 147 Sansepolcristi insigniti di relativo brevetto, pubblicato sul volume “23 marzo 1919” realizzato, il 23 marzo del 1935 XIII, dal Gruppo dei Sansepolcristi in occasione del XVI annuale della fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento

Componenti della giunta esecutiva del Fascio di Milano 
Benito Mussolini
Ferruccio Vecchi
Enzo Ferrari, avvocato, ex socialista, componente della giunta esecutiva del Fascio di Milano. Il 6 maggio 1919 diventa membro della prima segreteria nazionale con la responsabilità della propaganda
Michele Bianchi
Mario Giampaoli
Ferruccio Ferradini
Carlo Meraviglia

ELENCO DEI "SANSEPOLCRISTI" (MILANO 23 MARZO 1919)

MOLTI DI LORO NON SEGUIRONO MUSSOLINI FINO IN FONDO, E SICURAMENTE ALCUNI, PER VARI MOTIVI NON ESCLUSO UN ATTO DI COMPIACENZA, SONO STATI INSERITI IN UN SECONDO MOMENTO QUALI PARTECIPANTI ALLA FAMOSA ADUNATA. L'ELENCO E' STATO TRATTO DAL QUOTIDIANO "LA VOCE DEL MATTINO" DEL 23 MARZO 1929 NEL DECENNALE DELL'AVVENIMENTO.


AGNELLI ENRICO
ANGIOLINI FRANCESCO* prof. (MI),
AVERSA Avv. GIUSEPPE* (MI),
BARTOLOZZI ETTORE* (BG),
BASEGGIO CRISTOFORO ,
BERTI GIOSUE'
BESANA ENRICO* (MI)
BESOZZI PIERO* (Maggiore) (MI)
BIANCHI CAMILLO* Avv. (MI)
BIANCHI MICHELE
BINDA Dr. AMBROGIO* (MI)
BOATTINI VITTORIO* (MI)
BOLLANI EMILIO
BONAFINI NAPOLEONE* (MI)
BONAVITA Avv. FRANCESCO* (MI)
BOSCHI ETTORE* (Monza)
BOTTINI prof. PIERO* (MI)
BOZZOLO NATALE* Capit. (Marchirolo)
BRAMBILLASCHI GIOVANNI* (MI)
BREBBIA GISELDA* (MI)
BRESCIANI ITALO* (VR)
BRUNATI GIUSEPPE
BRUZZESI Avv. GIUNIO* (MI)
CANAVESI GIACOMO
CAPODIVACCA GIOVANNI* (MI)
CARLI MARIO* Capitano (ROMA)
CASANOVA GIULIO
CATTANEO GIUSEPPE* (MI)

CAUSIN GUIDO

CAVALLARI MANLIO

CERASOLA Rag. FEDERICO* (MI)

CHIESA GIOVANNI* (Vigevano)

COLOMATI GIULIO

COLOMBO GIUSEPPE

CONTRERAS PASQUALE

CORRA BRUNO* (MI)

COSTANTINO MICHELE* (BA)

COTTARELLI LEONARDO* (CR)

DAQUANNO ERNESTO

DE AMICI DEFENDENTE

DE ANGELIS ERNESTO* (MI)

DEFFENU LUIGI* (NU)

DEL LATTE Dr. GUIDO* (MI)

DENTICI G.R.

DESSY MARIO*(MI)

FABBIANINI NINO* (NO)

FABBRINI ALDO

FACCHINI ANTONIO* (MI)

FALLETTI PIETRO* (Soresina)

FARINACCI ROBERTO* (CR)

FASANI ETTORE

FERRADINI FERRUCCIO

FERRARA GAETANO* (MI)

FERRARI Avv. ENZO* (MI)

FIECCHI FRANCO* (GE)

FRANZI ERMINIO* (BG)

FRASCHINI ALCIDE* (PV)

FRASCHINI GIUSEPPE*

FRESCHI PIETRO

FUNI ACHILLE* (FE)

GALASSI AURELIO* (MI)

GALIMBERTI AMLETO
GERA PIETRO
GHETTI DOMENICO*(MI)
GIAMPAOLI MARIO
GIODA MARIO*(MI)
GIULIANI SANDRO
GIUNCHEDI VALERIANO
GOBBI GINO
GUERRINI GUIDO
GUGLIELMI GIORGIO
JACCHIA PIERO
JACHETTI FRANCESCO* (MI)
JERKLING MARIO*(TS)
LEONE AJMONE
LONGONI ATTILIO* (MI)
LOSACCO G.B.
MAINARDI ORESTE* (CR)
MALASPINA EMILIO
MALUSARDI EDOARDO* (MI)
MARCHI MARCO* (VR)
MARCHIANDI ERNESTO
MARINELLI GIOVANNI*(MI)
MARINETTI F.SCO TULLIO* (MI)
MARTIGNONI RODOLFO* (MI)
MARZARI QUIRINO* (MI)
MARZOLA GIORGIO
MASNATA Prof. GIOVANNI* (PV)
MASSARETTI LUIGI*(PC)
MAZZUCCO GIUSEPPE
MECHERI ENZO* (GE)
MELLI GINO* (BS)
MERAVIGLIA CARLO
MORGAGNI MANLIO
MORRISI CELSO* (MI)
MUSSOLINI ARNALDO
NASCIMBENI MARIA* (Vigevano)
PASELLA UMBERTO* (MI)
PATANE' SEBASTIANO
PEDOJA LUIGI
PEIRANI FERNANDA
PESCE (ing.)
PICCOLI GIORGIO
PODRECCA On. GUIDO* (MI)
PORCU JOSTO
POZZI ALESSANDRO*( MI)
RAIMONDI CARLO* (MI)
RANZANICI ANGELO* (BG)
RIVA UBALDO* (BG)
ROCCA GIOVANNI* (GE)
RONCARI G. B.
ROSSATO ARTURO
ROSSI CESARE* (MI)
SALIMBENI (?NOME)-
SANNA FRANCESCO
SCARANI CLETO*(MI)
SCARZI RANIERI DR. ANGELO*(MI)
SEMINO VIRGINIO* (GE)
SETTIMELLI EMILIO
STEFANINI SALVATORE
TEDESCHI VITTORIO
TEGON GIUSEPPE
TERRUZZI Prof.ssa REGINA* (MI)
TINOZZI GINA
VAJANA ALFONSO* (BG)
VECCHI FERRUCCIO* (MI)
VEZZANI MENOTTI* (Monza)
VINCENZI GIUSEPPE
VITALONI VITTORIO
VOLPI ALBINO
ZAPPI FERDINANDO*( VR)

Totale presenti 127

RAPPRESENTATI E RITENUTI PRESENTI:

ALIOTTO FRANCESCO
BALLARINI ITALO
BANFI ALFREDO
BOLZON PIERO
BUSINELLI ALBERTO
CARBONELLI P.P.
DE MAGISTRIS EMILIO
GAGGIOLI OLAO
GIANI ANTONIO
MAURANO SILVIO,
NANNETTI NERI
NANNI MARCELLO
ROCCA ENRICO
ROSAI OTTONE

Totale rappresentati numero 14

Totale complessivo n° 141 (di cui 4 donne)

e qualche altro che può sfuggire alla memoria


Nota:
I 74 nominativi contrassegnati dall'asterisco -* - compaiono anche nell'elenco dei Sansepolcristi, alla pagina 16 della "Storia della Rivoluzione Fascista" di Giorgio Alberto Chiurco nella riedizione dell'aprile del 1973 - prima edizione 1929 – (che ignora i 53 senza asterisco) insieme ai seguenti 21 (totale 95) ignorati da "la Voce del Mattino":

ATTAL prof. SALVATORE (MI)
BARABANDI RENATO (MI)
BENVENUTI ETTORE (MI) uff.le Marina
BOSI NEREO (PC)
CAPURRO GIUSEPPE (SORI)
CARABELLESE – avvocato – (MI)
CHIERINI GINO (MI)
CIARROCCA GUIDO (MI)
CONSONNI FERRUCCIO (MI)
DAGNINO ETTORE (CORN.LIG.)
DONDENA GIOVANNI (MI)
ERCOLANI LUIGI (COR.LIGURE) ,
FALUGI QUINTILIO (SESTO S.G.)
FASCIOLO BENEDETTO (MI)
FRANCESCHELLI ALDO (MI)
FRIGERIO ARMANDO (MI)
GARIBALDI DECIO CANZIO MI)
GOLDMANN CESARE(MI)
GREPPI ing. FILIPPO (MI)
LUZZATTO (On. avv.) RICCARDO (MI)
MANGIAGALLI (Sen. prof.) LUIGI (MI)

MARIO GIODA
Mario Gioda, fondatore del fascio di Torin, ex anarchico, poi interventista, presente a piazza San Sepolcro, esponente di un fascismo rivoluzionario e popolare, nemico acerrimo del “conservatore” Cesare Maria De Vecchi.

FILIPPO MARINETTI In ricordo dell'adunata del 23 Marzo
 scrisse nel 1939 il poema dei sansepolcristi

Il poema dei sansepolcristi è un breve testo poetico di Filippo Tommaso Marinetti, composto - come afferma l'autore nella dedica - "per i poeti e gli artisti futuristi italiani nel Trentennale del Futurismo".
Pubblicato in un opuscolo di 15 pagine dalla "Tipografia del Popolo d'Italia" nel1939, il testo non è più stato ristampato.
Scopo del poema è ricordare l'adunata di San Sepolcro, vale a dire la riunione tenuta il 23 marzo a Milano in Piazza San Sepolcro in cui vennero fondati iFasci italiani di combattimento, sotto la direzione di Benito Mussolini. In quella occasione molti futuristi (tra cui Marinetti), organizzati informalmente nel Partito Politico Futurista, confluirono nei Fasci.
Il poema è un'occasione per l'autore di ricordare con una vena di nostalgia gli scontri violenti degli anni 1918 e 1919, con futuristi,arditi, fascisti da una parte, socialisti, comunisti e anarchici dall'altra; nonché di ribadire la propria storia di sansepolcrista, ossia di fascista della prima ora (passando sotto silenzio l'uscita polemica dello stesso Marinetti dai fasci nel 1920).

Il poema non è in prosa, ma è costruito nello stile tipico di Marinetti negli anni Trenta (da lui più volte definito come aeropoesia: lunghe frasi prive di punteggiatura, sintassi quasi del tutto assente, verbi spesso all'infinito, frequenti analogie e neologismi.

« Il Duce in primo piano il Duce potenza irradiante fuor da un corpo solido elastico pronto allo scatto  senza pesi ne’ abitudini per un continuo pensare volere decidere agguantare schiacciare respingere accelerare verso la nuova luce
Il suo pugno stringere idee pratiche e audacie indispensabili Geometria dei suoi gesti elegantizzati dall’entusiasmo nel cesellare rompere riplasmare e la voce li prolungava sferzando ironica o tagliando analisi in sintesi nette Minaccia ed estasi intorno alle quadrate pause mussoliniane che nel soffitto burocratico facevano tremare antiche prudenze e meticolose avarizie di bilanci »

IL GAGLIADETTO DEI SANSEPOLCRISTI
PROGRAMMA FASCISTA DI "SAN SEPOLCRO"

Il seguente atto costitutivo del fascismo venne presentato il 23 marzo 1919 a Milano in piazza San Sepolcro da cui prese il nome.

Italiani! Ecco il programma di un movimento genuinamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico; fortemente innovatore antipregiudiziaiolo. Per il problema politico noi vogliamo:

a) suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.

b) Il minimo di età per gli elettori abbassato a 18 anni; quello per i deputati abbassato a 25 anni.

c) L'abolizione del Senato.

d) La convocazione di una assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.

e) La formazione di Consigli Nazionali tecnici del lavoro, dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle comunicazioni, ecc. eletti dalle collettività professionali o di mestiere, con poteri legislativi, e diritto di eleggere un Commissario Generale con poteri di Ministro.

f) L'elezione popolare di una magistratura indipendente dal potere esecutivo.


PER IL PROBLEMA SOCIALE, NOI VOGLIAMO:

a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore di lavoro.

b) Minimi di paga.

c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria

d) L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie e servizi pubblici.

e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.

f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sulla invalidità e sulla vecchiaia abbassando il limite di età, proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.


PER IL PROBLEMA MILITARE, NOI VOGLIAMO:
a) L'istituzione di una milizia nazionale con brevi servizi di istruzione a compito esclusivamente difensivo e il disarmo generale.

b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.

c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare, nelle competizioni pacifiche della civiltà, la Nazione italiana nel mondo.



PER IL PROBLEMA FINANZIARIO, NOI VOGLIAMO:

a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.

b) Il sequestro (confisca) di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi.

c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell'85% per cento dei profitti di guerra.

d) La gestione cooperativa della produzione agricola e la concessione della terra ai contadini.

IL GAGLIARDETTO DEI SANSEPOLCRISTI IN PARATA

NAPOLI - MONUMENTO AI SANSEPOLCRISTI













“Per le undici di stamane il popolo di Trieste era convocato a comizio pubblico dal fascio di combattimento al Politeama Rossetti….Ma all’ora fissata parecchie migliaia di persone furono costrette a stazionare di fuori. La sala, i palchi, le logge, la galleria erano stipate in modo incredibile….Mussolini è pallidissimo. La sua commozione è profonda ed è evidente. Da più parti gli gettano fiori. Il suo nome, gridato da migliaia di voci, tra gli applausi, giunge a noi alternato a quelli di D’Annunzio e di Fiume”

(la cronaca di Sandro Giuliani, apparsa sul Popolo d’Italia del 21 settembre 1920)



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